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Il peeling? Se lo facevano anche gli antichi

Grazie agli acidi della frutta

Sapevate che anche in epoche lontane le persone applicavano sulla pelle sostanze come vino, zucchero, latte, per avere risultati estetici precisi? L’acido glicolico dalla canna da zucchero, l’acido malico dalle mele, l’acido tartarico dall’uva… in una lista infinita di varianti! Gli antichi li usavano per ottenere effetti ammorbidenti o per fare peeling e trattare macchie della pelle e inestetismi vari.

Tra tutti gli acidi della frutta, conosciamo molto bene l’acido glicolico perché la sua molecola di dimensioni ridotte gli consente di penetrare in profondità.  In ogni caso, gli acidi della frutta hanno la prerogativa di rimuovere le cellule morte della pelle a livello superficiale, stimolando il rinnovamento cellulare e quindi la giovinezza. Questi acidi agiscono inoltre con efficacia nel ridonare all’epidermide idratazione e freschezza.

Infatti troviamo nei preparati cosmetici dedicati all’anti aging una certa percentuale di acidi della frutta. Di solito si tratta di detergenti, creme e gel, che combinano gli acidi della frutta con altre sostanze. Poi, nei trattamenti specialistici estetici, la concentrazione può salire fino al 50% ma con grande attenzione a valutare il tipo di pelle. Mai farlo da soli, si rischiano danni! Bisogna sapere quale concentrazione è migliore per il nostro tipo di pelle. Se volete esfoliare e illuminare in sicurezza, affidatevi ai prodotti già preparati dagli esperti. In farmacia si trovano ottimi sieri come quello di La Roche Posay, o maschere illuminanti come le propone Caudalie. O ancora i peel all’ossigeno di Filorga. Ogni prodotto ha una sua prerogativa specifica. La presenza di acido glicolico conferma il focus sul rinnovamento cellulare e sul ringiovanimento della pelle!

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